Cappella degli italiani e cimitero di guerra

LA CAPPELLA DEGLI ITALIANI

Una delle più antiche testimonianze della presenza italiana nel regno di Boemia e dei rapporti culturali tra i due popoli è senz’altro offerto dalla Vlasska Kaple, la Cappella degli Italiani.
All’inizio edificata da scalpellini e muratori chiamati da Ferdinando I a contribuire alla costruzione del Castello di Praga, la comunità italiana si allargò a professionisti e commercianti e fu ospitata per le esigenze della sua vita religiosa dai Gesuiti del collegio Clementino nella Città Vecchia. Qui, nel 1560, fu realizzato un Oratorio presso il quale si officiavano riti in lingua italiana.
Ben presto l’Oratorio non fu più sufficiente alle esigenze di una Comunità accresciutasi anche per l’impulso dato da Rodolfo II alla presenza italiana, e fu dunque abbattuto. Nel 1590 venne quindi avviata la costruzione della nuova Cappella in onore della Beata Vergine Assunta, da allora in poi nota come Vlasska Kaple, la Cappella la cui prima pietra fu posta dal Nunzio Apostolico Alfonso Visconti, fu consacrata nel 1600 dal Nunzio Filippo Spinelli.
La fastosa costruzione presenta una planimetria ovale, stretta fra la vecchia Chiesa di San Clemente e la nuova Chiesa di San Salvatore, realizzata dopo le guerre ussitiche nella sala capitolare del Convento dei Domenicani.
Nel 700 la Cappella subì una profonda trasformazione: la nuova ala del collegio dei gesuiti, con la sua sacrestia ne coprì l’ingresso principale e fu necessario realizzare un’altra entrata; ma ciò modificò l’asse della cappella e implicò lo spostamento dell’altare maggiore sul lato occidentale di essa. Il cambiamento più rilevante fu la radicale modifica della decorazione rinascimentale e della sua combinazione di stucchi e dipinti: furono eliminati gli stucchi e lasciati solo gli affreschi come si nota nella decorazione della volta della cupola.
Con la soppressione dell’ordine dei gesuiti nel 1773, la Cappella rimase alla Congregazione italiana che nel 1873, nel 3° centenario della sua fondazione, ne affidò il restauro all’architetto Giuseppe Schultz.
Dopo varie vicissitudini legate alla storia di Praga e d’Europa, scioltasi la Congregazione, la cappella passò in proprietà al Governo italiano.

 

SEPOLCRETI PIU’ SIGNIFICATIVI UBICATI NELLA REPUBBLICA CECA NEI QUALI RIPOSANO LE SPOGLIE DEI NOSTRI CADUTI DELLA 1a e 2a GUERRA MONDIALE


CIMITERO MILITARE DI MILOVICE

Cenni storici e statistici

Nel corso della 1^ guerra mondiale i Soldati italiani, catturati dall’esercito Austro-Ungarico, venivano trasferiti nelle retrovie ed internati in lager all’uopo allestiti. Molti prigionieri erano impiegati in lavori agricoli nelle varie aziende sparse sul territorio dell’ex Cecoslovacchia ove, per la scarsa nutrizione, i lavori pesanti e le epidemie trovarono la morte. Per questo motivo, dopo la guerra, le sepolture dei nostri militari risultarono sparse in oltre 290 località tra Boemia, Moravia e Slovacchia. Complessivamente, nel corso della 1^ Guerra Mondiale, i militari italiani deceduti durante la prigionia in Boemia e Moravia raggiunsero le 7.560 unità.
Nel periodo fra il 1925 ed il 1933 molte Spoglie furono sistemate, a cura del Governo italiano, in appositi cimiteri autonomi o riquadri militari dislocati in diverse località. Tra queste, quelle che custodiscono il maggior numero di sepolture nell’attuale Repubblica Ceca, sono quelle di Milovice ed Ostrava.
Il Cimitero Militare di Milovice é ubicato a circa 40 Km. da Praga
(provincia di Nymburk), custodisce le Spoglie di circa 5.169 Caduti italiani ed altre centinaia di varie nazionalità (russi, estoni, lettoni, serbi, austro-ungarici, ecc.) della 1^ Guerra Mondiale.
L’interesse militare della zona risale al 1904, quando l’Impero Austro-Ungarico acquistò il terreno dell’intero villaggio, allestendovi un poligono di tiro ed alloggiamenti destinati a prigionieri di guerra (in prevalenza russi e serbi). Con lo scoppio della guerra, e a seguito del coinvolgimento dell’Italia, si assistette all’incrementarsi del numero dei prigionieri anche italiani, attesa la presenza nell’area di Milovice di ben 3 campi di prigionia.
Sin dal 1915, i prigionieri deceduti nel campo di concentramento di Milovice vennero sepolti nel Cimitero Militare.
Nel dopoguerra le forze del Patto di Varsavia dislocarono a Milovice il proprio Comando Occidentale, ripristinando completamente l’aspetto militare e di riservatezza dell’area e destinandola ad esercitazioni di unità corazzate. Una simile utilizzazione della zona rendeva, peraltro, molto difficoltoso l’accesso da parte dei congiunti dei Caduti per rendere loro omaggio. Solo dal 1991, a seguito del ripristino dell’area cimiteriale e della smilitarizzazione della zona, è stato reso nuovamente possibile l’accesso senza permessi speciali al Cimitero Militare.
Il 2 novembre 1996 è stato inaugurato il Museo, con cimeli e documenti originali relativi alla storia di Milovice.
La cura di tali sacri luoghi è affidata all’Ambasciata d’Italia a Praga, che compie tale opera sotto le direttive tecniche ed il finanziamento del Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra.